le bici in noleggio che raccolgono dati

Bici in noleggio Mobike, il business dello spionaggio

Le bici in noleggio Mobike le conosciamo tutti, forse anche troppo,ma qual’è il loro vero scopo

Le nostre strade sono piene, di queste particolari ed esotiche bici proveniente dall’oriente,un bel servizio utopico, che mal gestito e forse mal’ideato portato caos e disordine nelle principali città italiane, ma in molti si sono chiesti il perchè del basso prezzo, ed ora iniziano a trapelare indiscrezioni sulla vera fonte di reddito.

le diverse aziende che hanno messo in circolazione le bici, mobike,obike e ofo un totale di circa 13 milioni di bici in 250 città su scala globale. Ma i progetti erano ancora più ambizioni, agevolata da costi di produzione più leggeri di quelli di Mobike. La stragrande maggioranza delle unità è concentrata in Cina, anche se l’intenzione è di alzare la percentuale di utilizzi fuori dalla nazione di origine con l’apertura di filiali o la scelta di un partner in loco. Ad esempio l’Italia è l’unico paese straniero dove Mobike si appoggia a un distributore: Evlonet, un’azienda che in realtà si occupa di e-commerce e ha sedi sia in Italia che in Cina.

Sui dati finanziari, per ora, è silenzio. Mobike attende il break-even entro il 2018 e Ofo «lo comunicherà in una fase successiva». Un altro nodo in comune è una politica molto aggressiva di prezzi low cost, attuata – a dire delle aziende – per saggiare la sostenibilità del modello in Italia. Ofo sarà del tutto gratis fino al 31 ottobre, quando scatterà un “rincaro” di 20 centesimi nella prima mezzora, 30 centesimi per la seconda e 50 centesimi dalla prima ora in poi.Una Bici Mobike costa attualmente 30 centesimi a mezz’ora, con l’intenzione di salire a 50 centesimi quando il modello avrà raggiunto una maturità di mercato sufficiente a giustificare la tariffa.

Prezzi esageratamente bassi

delle tariffe cosi basse per l’utilizzo della bici, impongono una domanda; come si ricavano margini di guadagno da un servizio che, nella migliore delle ipotesi, frutta 30-50 centesimi a corsa? I le società dichiarano che le entrate dipenderanno lacommissione sull’utilizzo. Alberto Felici, ceo di Evlonet (distributore di Mobike), sostiene che «la fonte principale di introito è derivato dalla tariffe sull’utilizzo». ma secondo un rapporto fisologico tra dimensione della flotta e numero di utilizzi reali, I costi bassi sono figli del tentativo di far “digerire” il modello alla clientela, ed un modello di concorrenza: «Il problema non è che mancano clienti – dice -. È proprio la relazione fra le aziende che spinge ad abbassare la tariffe». La versione è diversa da quella di Ofo: Antonio Rapisarda e Marco Menichetti, country manager per l’Italia e city manager per Milano, spiegano che il basso prezzo è dovuto solo al processo promozionale per far conoscere il nuovo servizio

Vendità di informazioni

Ma recenti fonti, dichiarano che la fonte di reddito,potrebbe non arrivare solo dalle commissioni sulla corsa. Diverse inchieste rilanciate dai media internazionali hanno fatto apparire  l’ipotesi che una cospicua fetta dei ricavi dipenda dalla “vendita di dati”: la cessione, a fini commerciali, di informazioni sulle abitudini dei clienti, ricavate con i meccanismi di profilatura e geolocalizzazione che scattano con l’iscrizione al servizio. I manager italiani di Ofo smentiscono in blocco («Il modello di business è legato alle fee della bici»), mentre da Mobike arriva una precisazione: «È sbagliato far passare il messaggio che tutto il conto economico si basi sulla vendita di dati personali, anche perché è illegale – dice Felici (Evlonet) -. Un altro discorso, più ragionevole, è dire che parte dei ricavi deriverà dalla vendita di servizi alle aziende». Ma cosa si intende con “servizi alle aziende”? E cosa c’entrano con le informazioni tratte dagli utenti? Il principio è semplice: le aziende possono comperare spazi pubblicitari che vengono «targettizzati» a seconda dei macro-dati ricavati dai clienti, come l’età media o la geolocalizzazione delle biciclette. «Un’azienda può inviare pubblicità al cliente a seconda di età o di dove si trova in un certo momento – dice Felici -Ad esempio: l’utente è di fronte a un negozio? E allora la catena di caffetterie lo invita a prendere un caffè».